La valigia dell’educatore ….
L’educatore ha una valigia, non di cuoio, ma di attesa,
dove ogni oggetto è un sussurro, una promessa accesa.
Non manca il tesoro di carta e colore,
per dare al mondo interiore forma e calore.
Son fogli bianchi in attesa, un invito al pennello,
affinché l’anima si esprima in un linguaggio novello.
In un sacchetto di nuvole e arcobaleno che tintinna,
i gessi che salvano il giorno se l’attività non cammina.
Basta un sasso, un frammento di muro scordato,
e l’arte fiorisce all’improvviso, il gioco è salvato.
L’imprevisto diventa magia, la strada è un’occasione,
e un gesso spezzato è un lampo di ispirazione.
Le mollette di legno, piccole ancore chiare,
non per stendere panni, ma per unire e legare.
Tengono salde le trame di ciò che si impara,
costruiscono ponti tra emozione e dimora.
Appendono il ricordo, le risate, i segreti,
piccoli punti fermi tra i battiti inquieti.
Infine, il rotolo di spago, il filo della connessione,
utile a tessere il tempo e creare relazione.
Non solo per chiudere pacchi o formare capanne,
ma per annodare destini.
È il Legame che dura, forte e senza fretta,
quello che l’anima cerca e l’infanzia aspetta.
Cooperativa COCEA